HALLOWEEN AL CROMIE -
Castellaneta Marina (TA)
Super star al Cromie
Il Secondo appuntamento del Cromie
di Castellaneta Marina (Ta) si terrà Lunedì 31 ottobre in occasione del
ponte del primo novembre, ma soprattutto in concomitanza con la notte di
Halloween. Mentre in ogni dove si affacciano streghe e folletti, con al
seguito ragni, zucche e i tanti altri simboli di questa giornata, nella
maxi discoteca, arriveranno quattro stregoni, dei veri e propri esperti
del suono elettronico, quattro dj superstar, i cui nomi sono Satoshi
Tomiie, Hector Romero e Alessandro Lacavalla, con Claudio
Marra, che insieme prendono il nome di Doomwork.
Il dj giapponese più amato in Italia,
fondatore nel 2001 della Saw Recordings, importante etichetta
discografica a livello internazionale, ha lavorato e realizzato remix
per artisti come Photek, Kosheen, Simpy Red,
David Bowie, U2 e Mariah Carey, per citarne alcuni,
diventando uno dei personaggi più richiesta nella scena del clubbing. Il
suo ritorno arriva dopo il successone dello scorso anno proprio in
occasione della notte di Halloween. |
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Con lui, in consolle, ci sarà
anche il suo socio americano Romero, che non ha mai svolto
l’attività di producer e remixer, ma ha il fiuto per il business
discografico, basti pensare che la Def Mix, sua etichetta
storica, è tra le più blasonate e la sua collaborazione nella
Saw ha dato origine all’attuale piattaforma vincente nella quale
gli artisti presentano nuove idee creative e sonorità nuove e
sperimentali. Il talento in consolle, poi, come dimostra in ogni
performance, non gli manca assolutamente.
Tra i personaggi lanciati dalla
Saw Recordings ci sono i due dj del progetto Doomwork, dj
italiani, che spinti da una forte passione per la musica
elettronica si sono messi in cammino, scoprendo presto la musica
Techno di Detroit. Nel 2008 la loro collaborazione si
concretizza con la nascita del duo, che ben presto si fa notare
da tutti raggiungendo la vetta di Beatport, il portale della
club culture moderna, con pezzi quali “La Isla”, “Jazzy
Stuff” e “Groovin”. I complimenti da parte dei big
non tardano ad arrivare e neanche le partnership, come quella
del 2010 con i boss della Saw Recorrd, con i quali girano il
mondo e con i quali tornano, un anno dopo, ad esibirsi nell’Arena
del Cromie.
Con loro, in consolle, si
alterneranno anche i dj resident Mr Frank e Flavio
Santoro e le voci di Nico P e Danyel.
Oltre all’Arena, il Cromie
ha a disposizione altre due zone da ballo:
il Don Giò, la zona
dell’avanguardia musicale, di ispirazione e tendenza berlinese.;
Fra Noi, fashion privè, da sempre, dedicato alla
fetta più glamour del popolo della notte che tra parquet,
lussuosi divani ed intere pareti di vetro, dà vita ad un
ambiente intimo e raffinato.
Infotel:
3293487846
Biglietto d’ingresso:
Entro le ore 00.30:
10€ Uomo - 5€ Donna
Dopo le ore 00.30:
20€ Uomo - 10€ Donna

FESTA DELLA ZUCCA -
Bari
31
ottobre
Festa della Zucca
@ Joy’s
Pub, c.so Sonnino, 118/d - Bari
Un proverbio sulla zucca recita: “Cucinala
come vuoi, ma sempre zucca rimarrà”. Una
sorta di accostamento tra le persone ostinate e un cibo di poco sapore.
Halloween, tempo di zucche e di dolci. La tradizione statunitense, ormai
approdata a pieno titolo anche in Italia, vuole infatti che nella lunga
notte delle streghe e dei fantasmi si faccia incetta di dolci e di
zucche. Sono tante le feste organizzate da noi, in maniera pubblica e
privata e da un po’ di anni anche i bambini italiani hanno preso la
simpatica abitudine di andare di casa in casa per fare “dolcetto o
scherzetto”, anche se non si tratta ancora di un fenomeno massivo. |
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Il Joy’s Shop Irish Pub, storico pub al quartiere
Madonnella, ha deciso di dare lustro il giorno 31 ottobre nella
notte di Halloween a questa pietanza proponendo una serata
dedicata alla degustazione della Zucca in tutte le sue forme,
convinti dell’esatto contrario e difendendo la sua bontà,
fiancheggiati dalle testimonianze che ci giungono da secoli
lontani e spinti dall’idea che le cose semplici hanno gran
valore e vengono più apprezzate da tanti. Gradita la
prenotazione. Ingresso libero
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In Italia, da quando fu
importata dall’America, si guadagnò l’appellativo di
“maiale dei poveri”, perché meno costosa della carne
ma indubbiamente ricca di nutrimento: vitamine A e
C, betacarotene, fosforo, potassio, calcio; la zucca
è un mix nutritivo per adulti e bambini.
Della zucca non si
butta via niente: fiori, polpa e semi sono le parti
da mangiare, mentre la buccia può essere utilizzata
per addobbi e ornamenti. Nientemeno per i Romani la
zucca svuotata ed essiccata diventava un prezioso
contenitore leggero per trasportare sale e cereali,
vino e latte.
La zucca in cucina è
un vero jolly, la utilizziamo per preparare diverse
portate e cucinare saporite pietanze: dai primi
piatti ai risotti, dai dolci ai ravioli, fino ai
contorni. La zucca dona colore in ogni piatto e si
sposa con gusti diversi per creare sapidità uniche.
L’origine della zucca è
controversa e un po’ incerta. Pensate che
quest’ortaggio era conosciuto e coltivato, in
varietà diverse, dai popoli più antichi, tra cui gli
Egizi, i Romani, gli Arabi e i Greci; questi popoli
la importarono con molta probabilità dall’Asia
Meridionale, più precisamente dall’India. La sua
coltivazione non era solo scopo alimentare, pensate
che gli antichi Romani una volta svuotata la polpa e
fatta essiccare la zucca la utilizzavano come
contenitore per il sale, latte o cereali o
addirittura né ricavavano piatti, ciotole, cucchiai
e i più fantasiosi né ricavarono persino uno
strumento musicale, le maracas sudamericane. |
La zucca fu
conosciuta dagli europei solo dopo la conquista delle Americhe
quando Cristoforo Colombo portò in Italia diverse varietà di
zucca; né arrivano varietà più disparate e di tutti i tipi:
bislunga o rotonda, grande o piccola, verde, gialla, striata,
rossa. Tuttavia non godette affatto di ottimo prestigio e venne
comunemente ritenuto un cibo della bassa plebe.
La zucca inizialmente fu usata
per sfamare il popolo contadino che col passare del tempo né
ricavò sapientemente ricette prelibate. Le lunghe carestie
fecero cadere i pregiudizi sulle zucche e iniziarono a essere
apprezzate anche dalle classi sociali più abbienti. Anche se
inizialmente di quest’ortaggio colpì la sua stranezza,
finalmente aveva attirato l’attenzione del palato. Ci si
accorse, infatti, che la sua polpa, diventava ottima se
preparata con condimenti e aromi giusti. Tant’è che oggi si
cucina in svariati modi, si può utilizzare per realizzare un
primo o un secondo piatto e perché no anche per un dolce.
L’ origine
del suo nome potrebbe derivare dal latino cocutia che significa
testa; nel tempo il suo significato prima di arrivare al nome
attuale zucca è stato trasformato da cocuzza a cozucca (termine
ancora utilizzato nelle lingue dialettali di alcune regioni
meridionali).
Cenni storici su Halloween
Halloween o,
più arcaico, Hallowe'en indica
la vigilia della festa di Ognissanti,
cioè il 31
ottobre.
Il nome deriva dalla contrazione del nome medievale “All Hallows'
Eve”, dove Hallow è l’antico termine per Santo e Eve significa
vigilia. La contrazione può derivare anche da “All Hallows' Even”
in cui Even significa sera, visto che nella tradizione cristiana
il giorno di festa comincia con il vespero (tramonto) della
vigilia. Il nome divenne in seguito Hallows’Even e poi Hallow-e’en
e quindi Halloween.
I Celti non temevano i propri morti e lasciavano
per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per
quanti facessero visita ai vivi, un'usanza, peraltro,
sopravvissuta anche in alcune regioni dell'Italia settentrionale
ed in parte della Puglia e Basilicata. Da qui pare l'usanza del trick-or-treat (in
italiano "dolcetto o scherzetto?"). Oltre a non temere gli
spiriti dei defunti, i Celti non credevano nei demoni quanto
piuttosto nelle fate e
negli elfi,
entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un
supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le
estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all'uomo.
Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano
soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha
portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie
terrificanti.
Si ricollega forse a questo la tradizione odierna
e più recente per cui i bambini, travestiti da streghe, zombie,
fantasmi e vampiri, bussano alla porta urlando con tono
minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?".
La celebrazione della festa di Ognissanti,
istituita da Papa
Bonifacio IV nel
610 veniva celebrata il
13 maggio,
come la festa di tutti i Martiri. La celebrazione al 1° novembre
risale all’VIII secolo, quando Papa Gregorio
III spostò
la data. Questa scelta si inserisce nell’azione pastorale di
questo pontefice e del suo predecessore, tesa alla conversione
della Germania.
Infatti in quelle regioni erano radicate le tradizioni del mondo
celtico, che alla medesima data celebravano la festa di Samhain o
Samain, una sorta di capodanno che separava il periodo estivo da
quello invernale, con riferimenti anche al culto dei morti.
L'intento era così quello di sovrapporre la nuova festività alla
precedente per una rielaborazione dei miti celtici alla luce
della nuova simbologia cristiana.
Secondo altre fonti, fu invece Sant'Odilone
di Cluny che
nel 1048 decise di spostare la celebrazione cattolica all'inizio
di novembre al fine di spodestare il culto di Samhain,
ancora molto popolare. Quell'anno l'Ognissanti fu spostata dal
13 maggio al 1 novembre per dare ai cristiani l'opportunità di
ricordare tutti i santi e, il giorno dopo, tutti i cristiani
defunti (Commemorazione dei Defunti).
Dal 1630 al 1640 si ebbe una recrudescenza di
proibizionismo, quando la Chiesa Inglese, in quel periodo di
stampo Puritano, fece in modo di far sopprimere ogni tradizione
di tipo pagano rimasta
legata a Ognissanti e alla sua vigilia.
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